THE SPEAKING MACHINE

Giorni in cui non sembreremo umani,
ma ancora sapremo come essere tristi.

di Victoria Szpunberg
con Dalila Cozzolino, Antonio Monsellato e Maurizio Aloisio Rippa
regia Rosario Mastrota

progetto Europe Connection – Playwriting Europe
produzione Compagnia Ragli / Primavera dei Teatri
in collaborazione con PAV e Fabulamundi
voce registrata Rachele Minelli
traduzione Davide Carnevali
luci e musiche Giacomo Cursi
con il sostegno di ÀP Accademia Popolare dei Diritti e dell’Antimafia

Siamo in un futuro incerto: giorni in cui non sembreremo umani, ma ancora sapremo come essere tristi. Una donna lavora come macchina parlante, un cane umano dà piacere e un padrone di casa attende una promozione. È un triangolo con più di tre punti. È la storia di una relazione basata sul potere, la dipendenza e, perché no, l’amore. Una storia crudele e romantica dove macchine ed emozioni si fondono in una spirale di eventi alle frontiere dell’esistenza.

Ognuno di noi ha un modo proprio di rappresentare la solitudine, di viverla e di immaginarla. Esiste dunque una solitudine diversa per ciascuno. Protesi nel ricercare all’esterno i significati delle cose, non ci si rende più conto di quanto ci si allontani da sé. Non ci si sente più realmente da soli eppure, specchiandosi realmente, ognuno si vedrebbe diviso. Comportamenti ed oggetti uguali per tutti illudono di poter raggiungere l’individualismo ma in realtà inceppano la libertà, alimentano la fuga, la ricerca del nascondiglio e circondano l’autonomia. Si resta sempre da soli.
The Speaking Machine combina un mondo grottesco e poetico con una routine quotidiana molto specifica. Esiste la felicità nella solitudine?

2019-11-09T11:57:06+02:00