MACBETH

Aut Idola Theatri

da Macbeth di William Shakespeare
con Dalila Cozzolino
regia e drammaturgia Dalila Cozzolino
collaborazione alla regia Rachele Minelli
luci e suono Giacomo Cursi
una produzione Compagnia Ragli
Co-produzione: Sala RomaTeatri

Progetto vincitore della residenza EMERGENZE ROMANE Sala RomaTeatri, Roma 2018

Finalista al Festival Crashtest 2018, Valdagno

“Essere santi è perdere il controllo, rinunciare al peso,
e il peso è organizzare la propria dimensione.”
Carmelo Bene

Quando si vuole mettere in scena un testo, è necessario scegliere che cosa di quel testo si vuole raccontare.
Del Macbeth abbiamo scelto di raccontare la superstizione: la sua fascinazione, la paradossale razionalità e la
tendenza alla ritualità che essa comporta, l’affannosa speranza di una conformità della natura a scopi.
La riflessione parte dall’occasione che viene data a Macbeth dalle tre streghe (Atto 1, scena III): Shakespeare ci
ha insegnato tutto attraverso i suoi testi e, in questo tutto, ci ha insegnato, soprattutto, la responsabilità
dell’attore. L’attore si prende la responsabilità dell’interpretazione di ogni singola battuta in un testo. L’attore è
autore sul testo. E allora la nostra domanda è la seguente: quale orizzonte di senso si può dare alla battuta:
“Salute a te, che un giorno sarai re”? Ci sono tantissime possibilità e allora proviamo ad assecondare la
molteplicità stando nell’indefinitezza, nell’incertezza, nell’impreparazione di senso. Tuttavia Macbeth accoglie
questa battuta in modo molto chiaro e muove l’azione scenica a partire da essa. Macbeth, partendo da qui, astrae
e compone creativamente, esattamente come fa la nostra immaginazione davanti all’arte in generale. Quella frase
è l’occasione. E allora Macbeth interpreta. A partire da questa interpretazione, abita il suo mondo in modo
sempre più creativo, ideale, sovrannaturale. Super-stitio, stare sopra.
Stare in una libertà spaventosa, farsi re, sentire oltre il sentire, vedere e mostrare ciò che non c’è.

Come un attore.

RASSEGNA STAMPA

PAC – Pane Acqua e Cultura 

scenecontemporanee.it/ Renata Savo

LA PLATEA

2018-12-05T08:39:32+02:00